mammaròssa

scorri indietro scorri avanti

Questo progetto (in collaborazione con 1AX Architetti Associati) nasce con lo scopo di creare un contenitore per eventi eno-gastronomici e culturali, incentrati su una giusta miscela di tradizione ed innovazione. Data la posizione urbana non propriamente favorevole a causa di preesistenze caratterizzate da grande disomogeneità e scarso pregio architettonico, l’edificio è stato concepito come una unità “introversa”, rifiutando dunque il rapporto con il contesto e considerando l’interno come un guscio protetto e separato da ciò che è fuori, guscio all’interno del quale poter sperimentare esperienze sensoriali uniche e particolari, a cominciare dalle attività svolte nella cucina, di generose dimensioni, che si offrono alla vista degli ospiti tramite un vetro aperto su uno dei lati della cucina ed inserito in una parete attrezzata come libreria/contenitore. La traccia generatrice dell’impianto architettonico è costituita da un muro separatore che, partendo dall’accesso carrabile, si piega e si richiude a formare una corte cintata (la zona pranzo all’aperto), e che allo stesso tempo trattiene e racchiude alcuni volumi combinati tra loro. I blocchi delle due sale principali, disposti intorno al nucleo della cucina, formano un incrocio “navata-transetto”; questo incrocio è il cuore della composizione architettonica, composizione caratterizzata inoltre in maniera importante dalle altezze interne, proporzionali alla lunghezza dei differenti ambienti.

Il materiale principale utilizzato in questa realizzazione architettonica è il legno in tutte le sue declinazioni: dalla struttura portante verticale, costituita da pannelli in legno BBS, alle travi di copertura in lamellare, ai rivestimenti interni delle pareti in pannelli di abete trattato, per finire agli elementi di arredo quali il bancone, i tavoli e le sedie, in rovere e faggio curvato. All’esterno dell’edificio la presenza del legno viene mitigata con un’alternanza tra i rivestimenti in listelli di larice e le superfici bianche realizzate in pannelli a cappotto termico, ed all’interno con la presenza di un pavimento in cemento industriale resinato. Tutto l’organismo architettonico è stato pensato per avere un consumo di energia e risorse di minimo livello, a cominciare dall’involucro termico ad altissime prestazioni, passando per la progettazione delle aperture disposte in modo da minimizzare le dispersioni termiche verso il nord e da usufruire dei venti di brezza per il raffrescamento passivo, ed infine grazie all’integrazione nel corpo edilizio di tecnologie ecosostenibili, quali ad esempio i pannelli solari termici posti sulla copertura del blocco cucina con funzione di abbattimento del consumo di energia totale del fabbricato.

Fotografie: Francesco Scipioni